Donnerstag, 6. Februar 2014

La ridente cittadina di Pankow

Ci voleva lui, Pankow. Chi l'avrebbe mai detto? Ho rotto questo silenzio quasi trimestrale per Pankow. Pankow ha ridestato la mia ispirazione, la mia voglia di scrivere, la mia passione per l'osservazione e la descrizione..... ma soprattutto il mio cinismo. 

Pankow è un quartiere di Berlino. No, non si pronuncia come si legge. No, nemmeno all'inglese. Pankow si pronuncia con un ché di francese, quindi chiudendo la bocca a culo di gallina quando arrivate a pronunciare "ow". Quando in stazione sento l'annuncio "Zug nach...Pankow" [treno per Pankow], mi scappa sempre un sorriso. 

A Pankow non mi ha portato il cuore, né tanto meno il lavoro, l'amicizia o la sorte. A Pankow mi ci hanno mandato il gatto e la volpe dei tempi moderni berlinesi, ossia Wg-gesucht e Google Maps.
Wg-gesucht è un portale dove vengono pubblicati gli annunci di case e camere in affitto/subaffitto. Da lì ci passiamo tutti, più o meno direttamente. Sia per noi stessi, che per amici. E da lì ci sto passando anche io, da quando ho deciso che sia meglio abbandonare questo delizioso loculo etrusco alla volta di nuovi lidi, di almeno 15mq. 

Trovo un annuncio carino. Mi candido. La candidatura deve essere schietta, sincera, simpatica e poco banale. In circa 10 righe devi concentrare tutto. Chi sei, da dove vieni, che fai, quanti anni hai, quante lingue parli, quante volte al giorno vai in bagno, quando e quanto lo occupi, se fumi, se pensi di lavarti i capelli e usare il phon di notte, se mangi carne e pensi di lasciarla in frigo, se hai animali, se ti disturba la moquette, se porterai una lavastoviglie che ti avanza, se fai party, se non li fai, se ti fai la pedicure o la manicure, quando te la fai, a che ora ti alzi la mattina, quanto stai fuori casa, se tua nonna verrà a farti visita. 

Dal momento che prediligo la zona di Prenzlauer Berg, ho pensato che non avesse molto senso cercare una camera nell'estremo oriente di Marzahn, Karlshorst, né di scendere a Schoenefeld o andare a finire tra le fabbriche di Neukoelln. 

La casettina che ho visitato non molti minuti fa si trova nei pressi di Vinetastrasse. Secondo Wg-gesucht. Nei pressi della stazione Pankow, secondo Google Maps. Dal momento che sono in anticipo, opto per Vinetastrasse, giacché conosco un po' meglio la zona.
Mi accoglie lui:

©Lost in Transition
©Lost in Transition: Blogging between Cultures
Il Vineta-Man. Non so chi sia, non so cosa rappresenti (ma siete esortati a farmelo notare), ma quest'uomo con gli occhiali, la pancetta e il pipo piccolo mi ha allietato per tutto il cammino.
Già, perché c'è stato da camminare. Dopo i primi 100 metri, avevo la sensazione di essere fuori Berlino. Nonostante che il quartiere sia abbracciato da due strade omonime - due Berliner Strasse - a distanza di un paio di km in linea d'aria, l'aura emanata dal paesucolo è tutt'altro che berlinese. Le case sono belle. Hanno un ché di storico. La gente è tranquilla. Ci sono le botteghe. Il proprietario sta affacciato sulla porta. È piena di macchine, il che significa che ci sono tante famiglie.
Per il resto non differisce molto da Wedding o da altre zone grigie: c'è un lampione ogni 500 metri, le strade sono desolate, l'unica luce che intravedi è quella di una lavanderia a gettoni. Cammino all'incirca per un km. Devo svoltare. Canto vittoria troppo presto. Sono sulla strada giusta, ma ignoro che sia lunga altrettanto, perché la casa sta esattamente sull'altro capo. Cammino. Passo davanti a una casa piena di edera. Mi ricorda un po' gli uomini pelosi che si ha il dispiacere di vedere in spiaggia d'estate. Quelli che pensi "perché giri ancora col maglioncino?"
Proseguo. Passo davanti a una casa con scritto sullo stipite: Salve. Faccio per leggere i nomi sulla posta: di italiani neanche l'ombra. Proseguo. Continuo a vedere case carine. Arrivo alla mia. Fuori c'è un'altra ragazza. Penso "sarà anche lei per l'appartamento?" È anche lei per l'appartamento. Salgo io, sale lei. Era in ritardo di mezz'ora. Io in anticipo di 10 minuti. 
Le pareti non sono nemmeno stuccate. Per circa 1 metro, da terra, sono ricoperte da delle piastrelle che ricordano quelle di un bagno tenuto male. La scala è di un legno vecchio e rumoroso, ho quasi paura che mi si infili una scheggia in un dito toccando il passamano. Tengo i guanti per sicurezza. Penso alle mie amiche che mi dicono costantemente "non conta l'aspetto, conta il carattere" e vorrei mandarle a quel paese.
Arrivo. Siamo alle Iene. Facciamo l'intervista a due, ove naturalmente prevale la teutonica. Guardo troppe volte l'orologio. Vorrei sparire. Alzarmi e mandare in culo la tipa e [Pankou]. 
Esco di casa. Decido di tornare a Vinetastrasse, dal Vinetaman. Improvvisamente, comincia ad andare tutto veloce: la metro passa subito, la Ring-Bahn arriva dopo 1 minuto. Tutto vuole portarmi via da Pankow. Ora capisco perché ci sono due Berliner Strasse convergenti verso il centro. 

Chissà dove andrò a parare con la prossima casa. Magari a Bucholz.

Stay tuned.

Pankow secondo Wikipedia: Pankow
Non fidatevi, dice che è il più popoloso dei distretti cittadini. Forse per ora ho visto solo distretti di alieni. Magari fanno numero anche le bottiglie di vetro vuote. Chissà.

Per la versione tedesca: Das liebliche Städtchen von Pankow.

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